Ezio Greggio non accetta!

La migliore risposta all’Amministrazione di Biella non poteva che venire dall’uomo di spettacolo come raccontano i giornali:

Corriere.it : Ezio Greggio rifiuta la cittadinanza onoraria.

Repubblica Torino: il rifiuto di Greggio.

Una conclusione onesta di una vicenda discutibile.

Scherzi a parte a Biella.

Gran bel periodo stiamo vivendo! Se qualcuno pensava che la politica fosse una cosa noiosa per addetti ai lavori lontani dal popolo si sbagliava di grosso.

Mai visto così tanto avanspettacolo in queste settimane, con tutto il rispetto per l’avanspettacolo e i suoi artisti che una dignità l’hanno sempre avuta ma ora siamo ai dilettanti allo sbaraglio.

Il treno per i campi di sterminio con i giovani che li visitano e’ di parte.

Il ricordo dell’Olocausto schierato da una parte o dall’altra è una interpretazione che non si può davvero sentire.

In quel di Biella, peraltro città resistente durante la lotta di liberazione, e’ stata rifiutata la cittadinanza onoraria alla Senatrice Segre perché nulla aveva fatto per Biella!

Infatti hanno deciso di concederla a Ezio Greggio, comico televisivo e attore, nativo di quel territorio.

L’insignito, ovviamente, non ha alcuna responsabilità in tutto ciò; ha svolto attività benefica per i bimbi e lavora nel mondo dello spettacolo ma questa non è una colpa.

Sono proprio gli amministratori che stupiscono!

Lo sport che mi piace!

Due episodi nello sport giovanile che raccontano di punti di vista controcorrente rispetto alle consuetudini nazionali.
Società di calcio toscana, categoria juniores, vince la partita con il risultato di 27 a 0. Risultato desolante per gli avversari ma, come racconta Repubblica il Presidente della squadra vincente non ci sta.
Il tecnico viene sollevato dall’incarico; gesto talmente inusuale nel calcio italiano che merita attenzione e riflessione sul lavoro che occorre svolgere verso i giovani atleti.
Il secondo episodio avviene durante una gara di minibasket in provincia di Varese dove un  genitore aggredisce violentemente l’allenatore del figlio e,come racconta Repubblica Milano l’allenatore picchiato chiede di non insultare la famiglia dell’aggressore.
La richiesta dell’allenatore riporta ad uno sport fatto di educazione e disciplina ma anche di attenzione al contesto in cui vivono gli atleti, in questo caso addirittura bimbi.
Sono figure come il Presidente della società di calcio e l’allenatore del minibasket che portano la voce migliore dello sport e che rappresentano esempi da seguire, forse, anche per lo sport dei grandi, con tutte le differenze del caso, ovviamente.

D.R.

 

Cronache torinesi !

Ultime novità dalla Amministrazione Torinese.

Dopo un durissimo confronto tra il capo dei Vigili Urbani di Torino e l’Assessore con delega alla viabilità e al traffico sull’utilizzo dei monopattini elettrici sono scattate le dimissioni del Comandante.

Sono stati sufficienti pochi giorni per il ripensamento e alla festa del Corpo dei Vigili Urbani il Comandante ha comunicato alla Sindaca il suo ripensamento; continua a svolgere il suo incarico!

Il giorno dopo ha chiesto scusa anche all’Assessore con cui aveva litigato.

Tra i rappresentanti delle Forze dell’ordine presenti alla cerimonia qualcuno ha notato un certo imbarazzo poco prima dell’inevitabile applauso forse spontaneo.

D’altra parte nel nostro Bel Paese chi non ha mai dato una volta o forse più le dimissioni salvo poi ritirarle rapidamente.

Grazie Ilaria!

Ilaria Cucchi, con sua mamma e suo papà, ha ottenuto giustizia.

Ci sono voluti dieci anni tra insulti e offese, per molto tempo questa famiglia è rimasta sola a chiedere giustizia.

Non cito i politici che l’hanno offesa fino alla fine, anche dopo la sentenza hanno continuato senza dignità ad offendere la memoria di Stefano morto per essere stato selvaggiamente picchiato; non meritano neppure di essere nominati.

Grazie a chi ha condotto le indagini con la schiena dritta, grazie al sostegno legale mai venuto meno.

Grazie alla mobilitazione dell’opinione pubblica e dell’informazione se è stata ridata dignità ad una morte ingiusta.

Grazie all’Arma dei Carabinieri che, nonostante tutto, si è schierata dalla parte della Giustizia.

Ilaria Cucchi merita il rispetto di tutti per il coraggio e la forza dimostrata.

Grazie Ilaria, grazie famiglia Cucchi per aver restituito l’onore a questo Paese.

Le distrazioni del Pd!

Come dissipare un patrimonio politico.

Leggo i giornali e scopro che il segretario nazionale del Pd e’ in viaggio negli Stati Uniti e ha incontrato, tra gli altri, Bill Clinton,

Seguire il Partito Democratico e’ sempre emozionante, non ci si annoia mai.

In Italia e’ in corso l’ennesimo dramma dell’Ilva e il Presidente del Consiglio Conte e’ l’unico che affronta e discute con operai e cittadini tarantini; lo testimoniano servizi giornalistici di tutte le testate.

Chapeau a Conte.

C’e’ un tempo, ormai molto lontano, dove lavoratori e fabbriche erano interlocutori indispensabili dei partiti che hanno generato il Partito Democratico.

Berlinguer, durante i 35 giorni della Fiat, andò in mezzo agli operai torinesi.

Nel nuovo secolo abbiamo avuto un leader, tale Matteo Renzi, che aveva come punto di riferimento per il lavoro Sergio Marchionne.

Oggi abbiamo Nicola Zingaretti negli States e, secondo quanto si legge sui giornali, nessuno del Pd davanti all’Ilva.

E non lamentatevi se poi il centro destra va a vele spiegate e non si tratta solo di migranti ma di un’assenza che lascia l’amaro in bocca.

Continuate a farvi del male e a farci del male.

L’orco e l’indifferenza.

#infanziatradita

Ma che mondo è questo?

Oggi ascoltato “Le parole” ,il programma di Massimo Gramellini e mi sono imbattuta in una storia che mi ha fatto gelare il sangue e mi ha portato a chiedermi in che mondo siamo .

Che mondo è quello in cui una mamma non crede ad una figlia che a dieci anni trova il coraggio di denunciare quella che è una delle più grandi violazioni che si possano fare ad una donna ed ancor più grave ad una bambina.

Che mondo è quello in cui una bambina di dieci anni arriva a pensare alla violenza più grande che una persona possa infliggersi.

A dieci anni non si può pensare di togliersi la vita e a dieci anni non si può scrivere di avere così tante lacrime da poter creare un mare.

A dieci anni MERITI di essere creduta,

MERITI che gli adulti siano dalla tua parte e MERITI di essere protetta .

A dieci anni non dovresti trovare il coraggio di registrare un abuso, una bambina non dovrebbe mai arrivare a tanto e, soprattutto, non dovrebbe essere costretta a ritrovare nuovamente il coraggio per registrare ancora, perché prima, per L’ENNESIMA volta nessuno le ha creduto .

Una bambina di dieci anni dovrebbe vivere della luce che ha dentro, non nel buio che questo mondo le ha riservato .

Questa piccola donna ha avuto il coraggio di una leonessa ma, ancora, che mondo è quello in cui una bambina non è una bambina ma è costretta ad essere una leonessa ?!

A questa bambina voglio fare i migliori complimenti perché ci va coraggio a denunciare, è stata la voce anche per altre bambine che quel coraggio non l’hanno avuto.

Non posso che augurarti una vita piena della spensieratezza che la tua età ti regala e di respirare a pieni polmoni questa libertà che ti sei ampiamente guadagnata, e dico proprio libertà, perché la tua è stata una delle prigioni peggiori che esistano .

Sei stata brava , tanto.

G.R.

Morire di lavoro a Cuneo.

#lavoroumiliato

Un operaio di trentatre anni è morto oggi nella fabbrica “Merlo” di Cervasca.

È deceduto in ospedale in seguito alle gravi ferite riportate dopo essere stato colpito da un macchinario.

In questo ultimo periodo si tratta del terzo caduto sul lavoro nella provincia di Cuneo.

Nel 2019 le vittime del lavoro in questa provincia sono state 19 e temiamo che l’anno non ancora terminato faccia presagire che questi numeri possano ancora aumentare!

Agricoltura, industria ed edilizia sono comparti dove la sicurezza del lavoro e’ una chimera e il prezzo che si paga in vite umane, in famiglie distrutte, i figli che non cresceranno con i loro genitori o in genitori che non vedranno tornare a casa i loro figli sarà sempre più alto e doloroso.

Tutto questo non è statistica ma sono le vite delle persone in carne e ossa, con i loro affetti e i loro sogni spezzati drammaticamente in un attimo.

Ancora un appello a questo nuovo Governo e ai ministri che se ne occupano; intervenite!

Assumete ispettori del lavoro perché il costo del loro stipendio sarà sempre inferiore al valore delle vite umane spezzate e delle loro famiglie.

Non si può più attendere.

16 ottobre 1943.

#stayhuman

Per non dimenticare!

Il 16 ottobre 1943 la soldataglia nazista, insieme ai loro complici italiani, entrò nel Ghetto di Roma e arrestò più di 1200 persone mandandone alla morte nei campi concentramento 1.026.

Tornarono in sedici!

I bambini deportati erano 244, il più piccolo di questi aveva pochi giorni; gli anziani erano 188 e la più anziana di quell’atroce prigionia aveva novant’anni.

“Il libro della memoria” di Liliana Picciotto Fargian ci aiuta a non dimenticare l’Olocausto e le persone che vennero uccise, non i numeri dell’orrore.

Manteniamo vivo il ricordo di quei giorni terribili.

La farfalla granata.

Gigi Meroni, la farfalla granata, ci ha lasciato il 15 ottobre 1967.

Era insieme a Fabrizio Poletti quella sera, in corso Re Umberto, quando venne travolto dall’auto di un giovane tifoso granata che divenne poi addirittura Presidente del Torino; la storia del Toro non è mai stata semplice o banale.

Gigi Meroni era diventato, in poco tempo, un simbolo granata.

È stato il mio primo grande incontro con il Cuore Granata e non ho più lasciato questa squadra incredibile.

Le mie prime partite allo stadio erano quelle di Meroni che faceva impazzire i difensori avversari e la sua morte fu un colpo terribile.

Era una squadra meravigliosa ai miei occhi e la domenica successiva alla tragedia si gioco’ il derby con la Juventus.

Quella partita fu un’altro pezzo della storia granata in uno stadio gremito all’inverosimile con il dolore nel cuore.

4 a 0 il risultato e Nestor Combin ( la foudre) segno’ tre reti con le lacrime negli occhi e Carelli, con la maglia nr. 7 di Meroni, chiuse la partita con il quarto gol.

Sono passati cinquantadue anni da quella domenica maledetta ma la farfalla granata resta una presenza costante nel cuore dei tifosi granata e non solo.

Il Toro di quel derby:

Vieri, Poletti, Fossati, Puia, Trebbi, Agroppi, Carelli, Ferrini, Combin, Moschino, Facchini. All. Edmondo Fabbri.